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Dolcevita

“The turtleneck” un capo di tendenza e un must have nell’armadio di ognuno ha una storia radicata nel mondo della moda, divenuto famoso verso gli anni 50, mai come in questi ultimi anni il nostro maglioncino ha preso piede nel mondo del fashion

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In Italia il classico maglione a collo alto deve il suo appellativo al famoso film di Federico Fellini. La leggenda vuole che il nome derivi dalla scena finale de “La dolce vita” in cui Mastroianni indossa una camicia scura e un foulard al collo che, se osservati da media distanza, sembrano un maglione a collo alto.

Incerte sono le origini di questo particolare tipo di maglia. Alcune fonti le riconducono al nobile gioco del polo inglese, quando alla fine del 1800, i giocatori per ripararsi dal freddo chiesero di alzare il collo delle maglie indossate durante le partite, chiamandolo successivamente “polo neck”. Secondo altri il dolcevita nacque agli inizi del ‘900 come variante del classico maglione paricollo per proteggere e scaldare marinai e operai nelle giornate più fredde quando il vento rendeva impossibile indossare la sciarpa.

Ma è Noel Coward, poliedrico commediografo e attore inglese a trasformarlo in indumento intellectual – chic identificativo di artisti e intellettuali. Sono gli anni ’20 del 1900, il mondo artistico è in piena fermentazione e si cercano nuovi canoni estetici.

Per ora si fermerà ad essere un capo presente solo nell’armadio maschile, Per vederlo indossare dalle donne dobbiamo attendere che la corrente di emancipazione femminile getti le basi per una nuova e più moderna visione della donna anche dal punto di vista stilistico.

Verso gli anni 50 grazie alla cantante francese Juliette Gréco il dolcevita assurge a simbolo di parità sessuale; poco dopo negli anni ’60 questo capo contraddistingue la controcultura dei “giovani arrabbiati” (Angry Young Man un gruppo di scrittori della classe operaia), mentre negli Stati Uniti vestì gli esponenti della Beat Generation e delle Pantere Nere i cui membri lottavano per il movimento degli afroamericani. Quindi il dolcevita assume valore idealista divenendo simbolo di chi aveva qualcosa da dire, qualcosa in cui credere, qualcosa per cui lottare. lo vedremo addosso a divi e dive del cinema come James Dean, Marilyn Monroe, Audrey Hepburn, Steve Mcqueen e tanti altri che porteranno il nostro maglioncino al successo stilistico da cui derivano le tendenze di oggi.